PIZZA CON LA "JETA"
Fuori dorata, prende colore dal suo ripieno, originariamente fatto di bieta, a Napoli "jeta". Di questa umile ricetta parlò nel '700 tal Vincenzo Corrado, "cuoco galante" pugliese che per la prima volta scrisse di cucina mediterranea e regionale nel suo trattato su materie prime, preparazioni e cortesie con cui deliziava, alla corte di Napoli, tutta la nobiltà d' Europa; qui la inserì fra i piatti PITAGORICI, che come lo stesso Pitagora suggeriva, dovevano prendere spazio in una dieta salutare per corpo e spirito: era il tempo in cui i napoletani, prima di passare alla storia come "mangiamaccheroni", erano rinomati "mangiafoglie". La storia si ripete come per altri piatti umili... quando la pizza cotta a legna diviene lusso, le donne coi carretti dei "vasci" napoletani friggono nella sugna l'impasto cresciuto ripieno altresì di erbe dal sapore amarognolo, scarole o friggitelli; la "a ogge a otto", mangiata oggi e p...