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Visualizzazione dei post da gennaio, 2024

PIZZA CON LA "JETA"

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Fuori dorata, prende colore dal suo ripieno, originariamente fatto di bieta, a Napoli "jeta". Di questa umile ricetta parlò nel '700 tal Vincenzo Corrado, "cuoco galante" pugliese che per la prima volta scrisse di cucina mediterranea e regionale nel suo trattato su materie prime, preparazioni e cortesie con cui deliziava, alla corte di Napoli, tutta la nobiltà d' Europa; qui la inserì fra i piatti PITAGORICI, che come lo stesso Pitagora suggeriva, dovevano prendere spazio in una dieta salutare per corpo e spirito: era il tempo in cui i napoletani, prima di passare alla storia come "mangiamaccheroni", erano rinomati "mangiafoglie". La storia si ripete come per altri piatti umili... quando la pizza cotta a legna diviene lusso, le donne coi carretti dei "vasci" napoletani friggono nella sugna l'impasto cresciuto ripieno altresì di erbe dal sapore amarognolo, scarole o friggitelli; la "a ogge a otto", mangiata oggi e p...

Un primo anni '80

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Il piatto AMARCORD nuovamente attuale... In un'epoca in cui in cucina si sperimenta e si azzarda alla ricerca di sapori imprevedibili, insoliti e che sappiano sorprendere, tornano a far capolino ricette con un trascorso forte, chissà sfuggite oppure sottratte a malsane abitudini e demonizzate perchè poco "in linea" con le tendenze salutistiche del momento. Tra queste un piatto dalle origini perse nel tempo, raccontato nelle cucine delle case italiane e nelle pagine dei menù dei locali notturni di quegli anni, i primi '80 delle salse alcoliche, delle crepes e delle gelatine.  Tognazzi ne inserì una sua prima versione nel ricettario pubblicato dopo l'uscita di un suo famoso film, colui che amante della buona tavola, da buon anfitrione sfamava e deliziava amici e parenti dalla "cappella di famiglia"... è qui che affiorano dai ricordi le case della nostre mamme, le cene numerose, i frigoriferi strabordanti, le ricette ricche di panna e di cibo di conforto. F...